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GIULIANA SALCE


MASSACRO ALLA CATENA

RIVELAZIONI SU TRENT'ANNI DI IMBROGLI

Willy Voet

Dimensione: 15x21
Num. Pag. 160
Prezzo: Euro 14,50
ISBN: 978-88-88329-06-2TITOLO NON DISPONIBILE
Immagini: Fotografie (fuori testo)

"Scrivere un libro verità sulle menzogne del ciclismo, passare al setaccio trent’anni di silenzio, testimoniare l’altra faccia di un ambiente del quale io stesso ho fatto parte per lungo tempo, no, credetemi, tutto ciò non è stato facile. Inoltre, sento già i sarcasmi: iconoclasta, calunniatore, affossatore di uno sport popolare. Sì, è così che si può reagire se non si vuol sapere nulla, infischiandosene del perché e del percome, purché la ruota giri. Ma a quale prezzo..."

Tutto ciò che scoprirete non trova motivazione nella vendetta o nell’amarezza. Non si tratta nemmeno di voci di corridoio, bensì di fatti reali e vissuti.

Pubblicato nell’edizione originale dall’editore parigino Calmann-Lèvy nel maggio del 1999, dieci mesi dopo lo scandalo doping esploso al Tour de France, “MASSACRE A LA CHAINE” ha venduto oltre trecentomila copie nella sola Francia.
Il successo editoriale di questo libro-verità si conferma con le migliaia di copie vendute anche in Gran Bretagna e Germania, tra i primi paesi ad aver tradotto le rivelazioni di Willy Voet. L'autore rivela dettagliamente trent’anni di imbrogli nel mondo del ciclismo. Questo diario è la sconvolgente storia di un preparatore atletico che, nell’arco di una carriera durata trent’anni, ha conosciuto ciclisti famosi e sconosciuti gregari, che si è dovuto inventare medico e stregone, sottostare alle regole di uno sport sempre più drogato, in ogni suo settore, dagli atleti ai dirigenti, dagli sponsor alle istituzioni federali, che ha conosciuto ogni genere di sostanza e ogni trucco per evitare che i controlli antidoping potessero rivelare i trucchi che venivano inventati, ogni volta più sofisticati e pericolosi. Un preparatore che ha tentato, per molti degli atleti che sono stati affidati alle sue cure, di diventare un amico, offrendo consigli che andavano controcorrente; con risultati assolutamente irrisori, con possibilità ridicole di fronte ad una macchina che tenta di stritolare chiunque non voglia adeguarsi.
“Massacro alla catena” è un libro duro, che affronta il discorso “doping” senza nessuna pietà.

RECENSIONI
"Adesso che l'abbiamo in mano in italiano, sembra un manuale dell'orrore. In Francia è stato il fenomeno editoriale del 1999 [...] Parole chiare che richiamano al concetto di morte, non solo quella metaforica della lealtà e dello sport, ma anche quella fisiologica, delle persone [...] Ci sono molte tecniche per combattere il doping. La migliore, anche se dà risultati solo a media e lunga scadenza, è quella culturale".
(La Gazzetta dello Sport - 14.3.2002)


"Leggendo il libro di Voet ci si rende conto che nessuno nel mondo dello sport, ma proprio nessuno, ha interesse che il doping venga sconfitto. Nessuno, nemmeno i cosiddetti controllori".
(Liberazione - 5.9.2002)


"Se si volesse scrivere sul doping nel ciclismo un forte romanzo di fantasia, cosa di meglio, di più? [...] Sullo sfondo dirigenti, scienziati, trafficoni. In primo piano l'atleta: scemo, calclatore, furbastro, pauroso, cinico, malato anche in testa [...] ma tutto vero. Lo hanno detto i processi. Lo stiamo imparando anche noi, sulla pelle del nostro amore per la bicicletta".
(La Stampa - 22.3.2002)


"Si fa presto a dire doping. Una cosa inimmaginabile. Voet ne racconta l'evoluzione dagli anni '70, quando iniziò la sua attività, al 1998, quando fu arrestato".
(Il Piccolo - 1.8.2002)


"Ha avuto il coraggio di scrivere un libro sul doping. L'ex massaggiatore della squadra multinazionale Festina, il belga Willy Voet ha raccontato in 141 pagine il suo "testamento" spirituale [...] Quando finirà, quando tornerà il ciclismo a pane e acqua?"
(L'Adige - 4.7.2002)


"... Intanto, quattro anni dopo l'arresto di Voet, il Tour riparte. Ma sembra un'altra stazione del calvario, più che un grande appuntamento sportivo".
(Il manifesto - 6.7.2002)


"Da ciclista dilettante a massaggiatore professionista, Voet racconta con rabbiosa dovizia di particolari come il doping e le menzogne abbiano messo in ginocchio uno degli sport più seguiti".
(Mountain Bike - Giugno 2002)

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