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DALLA CROCE ALLA STELLA


Novembre 1969: i fondatori delle Brigate Rosse nei locali della Curia Vescovile

Maria Vittoria Cascino - Lorenzo Podestà


Prefazione di don Enzo Mazzi

Dimensione: 15x21
Num. Pag. 152
Prezzo: Euro 13,00
ISBN: 78-88-96184-12-7
Immagini: No

in uscita: luglio 2009

È nota da sempre la partecipazione di persone di area cattolica alla nascita delle Brigate Rosse o di altre formazioni che teorizzavano la lotta armata. Meno noto è l’uso strumentale che ne è stato fatto per demonizzare il dissenso. La tesi della vulgata politica ed ecclesiale, sostenuta anche dai vertici della gerarchia, è che il dissenso costituisce l’anticamera della violenza. Il presente libro non ha tale pretesa. Non ha tesi da dimostrare, come si conviene ad ogni ricerca storica non ideologica. L’accostamento che vi si fa fra l’incontro di Chiavari e i movimenti ecclesiali di base, tra cui le comunità di base e in particolare l’Isolotto, ha solo una funzione di esplicazione contestuale. ...la repressione contro l’Isolotto ebbe come principale motivazione l’impegno della Comunità per la pace e contro la cultura della violenza e della guerra, impegno considerato pericoloso perché abbassava le difese nei confronti dei nemici della fede e della Chiesa individuati in quel tempo soprattutto nei comunisti. In realtà l’anticomunismo era poco più che una maschera. Il vero nemico era la cultura della nonviolenza come processo di coscientizzazione capace di condurre le persone verso l’autonomia da ogni forma di alienazione e di dominio, compreso il dominio del sacro... Dalla prefazione di Enzo Mazzi

Dal 1° al 4 novembre 1969, in Chiavari, nell’albergo “Stella del Mare” gestito allora dalla Curia Vescovile cittadina, presero alloggio e tennero un “collettivo politico” una settantina di giovani facenti capo a movimenti di estrema sinistra. Tra loro Renato Curcio, Margherita Cagol e Mario Moretti. Non solo. Nel corso delle riunioni tenute nei locali dello “Stella del Mare” fu discussa l’organizzazione di alcuni tra i più grandi complessi industriali del Nord. Ma chi erano quelle persone? Si trattò di giovani provenienti nella quasi totalità dall’area milanese, scesi a Chiavari per dibattere «interventi collettivi di massa tendenti ad eliminare l’azione dei sindacati». Ma soprattutto, durante il convegno fu esaminato il tema della «illegalità come sistema di lotta». In quella sede - incredibilmente concessa «per errore» dalla Curia Vescovile - fu sostenuto che «avendo il partito comunista rivelato una staticità, affinché le masse possano conquistare il potere, devono usare sistemi più “dinamici” al fine di scuotere l’intera organizzazione statuale con metodi rivoluzionari fondati sulla illegalità». Questi i fatti. La lotta armata intrapresa dalle Brigate Rosse poco dopo, può leggersi come la proiezione delle convinzioni maturate a Chiavari dai convegnisti presentatisi come cattolici del dissenso? E chi erano le comunità di base che condussero all’interno della Chiesa una battaglia per affermare il Concilio Vaticano II contro solide resistenze interne? Obiettivo di questo lavoro è offrire un contesto storico al convegno di Chiavari, che segnò un deciso passo di avvicinamento alla lotta armata brigatista.

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