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FRIDA 1947
LA ROTTA DEI VICHINGHI
Stefano Beltrando - Miriam Cerutti
Prefazione di Lorenzo Bressani
Dimensione: 17x24
Num. Pag. 272
Prezzo: Offerta Euro 8,00 (anziché 16,00)
ISBN: 88-88329-10-2 TITOLO FUORI CATALOGO
Immagini: Fotografie colori + Illustrazioni b/n
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TITOLO FUORI CATALOGO
L’affascinante avventura di Frida, una piccola barca del 1947, che ripercorre la rotta dei vichinghi: da Helsinki a Sarzana. Un otto metri di legno che attraverso le acque del Mare del Nord, del Mar Baltico e dei canali navigabili europei, percorre uno straordinario viaggio che conferma davvero che l’armatore più potente è sempre la fantasia. Riccamente illustrato con foto a colori del viaggio e della barca, con carte nautiche che aiutano a identificare la rotta e con un glossario che aiuta a conoscere la barca e la vela, Frida 1947 “viaggia” con impavido garbo tra il libro di narrativa, il manuale tecnico e la guida turistica.
Conosco il mare da molti più anni di Stefano e so che molti sono naufragati in condizioni più favorevoli di quelle che avrebbe potuto dover affrontare Stefano con il suo equipaggio, con quell'attrezzatura in parte improvvisata. Ma Stefano e i suoi amano l'avventura e lo sport, amano sfidare la sorte e sono partiti. Insomma, quel viaggio con Frida lo definirei un'impresa rischiosa, ma nella sua pazzia, calcolata nei limiti che la meteorologia possa prevedere...
Dalla prefazione di Lorenzo Bressani
Chissà come mai, ma all'inizio di una storia d'amore, reale o romanzata che sia, c'è spesso un contrattempo, qualcosa che sembra non andare per il verso giusto, ma che poi apre orizzonti inattesi e, soprattutto, insperati. Ciò che è avvenuto a Parvoo, tra Frida, Stefano e Miriam, non sfugge a questa regola. Ore otto e mezza: la mattinata è fredda e una buona colazione, possibilmente abbondante, è quello che ci vuole, ma il bar è ancora chiuso, aprirà solo tra mezz'ora. Non resta che fare quattro passi, magari al porto. E proprio durante quella passeggiata, ecco gli occhi di Stefano posarsi su Frida...
Dall'introduzione di Federico Bona
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