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Indice delle collane

In primo piano:

ALFREDINO NEL POZZO

IL RICHIAMO DEGLI ULTIMI

ACCA LARENTIA

LA LEGGENDA DEL RE CORRIDORE

MANCHESTER UNITED

ANDREA PAZIENZA

ALBERT RICHTER, UN'AQUILA TRA LE SVASTICHE

COSTANTINO ROZZI

IACOVONE

CONTINUA A CORRERE, RENATO CURI!
La collana Bandiere a mezz’asta, intende ricordare re, principi, maghi, uomini e mercanti scomparsi, lasciando a noi la memoria di ciò che hanno fatto, il ricordo delle loro avventure e la voglia di riproporle in una chiave tutta nuova, vera, assoluta, alle generazioni di lettori che non hanno mai smesso d’innamorarsi dei libri e degli eroi, buoni o cattivi che siano. A volte si dimentica che la storia di un personaggio altro non è che la vita di un uomo, come altre ce ne sono state, ce ne sono e ce ne saranno. Come la vita di ognuno di noi, che si plasma attraverso ciò che facciamo, attimo dopo attimo. Raccontare la vita di uomini "più o meno speciali", quindi, significa riuscire a ricordarne i gesti più che le gesta, poiché queste nascono dai primi. I gesti quotidiani, quelli che nessuno vi ha mai raccontato prima, quelli che troppo spesso restano nelle pieghe della storia. Bandiere a mezz’asta vuole raccontare i re, i principi, i maghi, gli uomini e i mercanti di un secolo passato. Quando ancora eravamo uomini.
bandiereamezzasta@bradipolibri.it



ALFREDINO NEL POZZO
Andrea Bacci

La tragedia di Vermicino del giugno del 1981 non sancì solo la morte del piccolo Alfredo Rampi, precipitato accidentalmente dentro un pozzo artesiano, ma anche e soprattutto la fine dell’innocenza di varie generazioni di italiani, della credibilità della televisione di Stato e dell’infallibilità dei servizi di soccorso. La morte di quel bambino, mandata in diretta a reti unificate in uno show del terrore durato 18 ore ininterrotte, ha segnato in maniera indelebile coscienze e valori degli italiani, portando all’evidenza la realtà di un popolo generoso e altruista, a tratti eroico, ma profondamente arruffone e privo, allora, di una vera professionalità a risolvere problemi di protezione civile. Tra mille scandali politici e drammi della cronaca di quell’incredibile 1981 – la P2, il terrorismo, l’attentato al Papa, i misteri legati all’economia, vecchi e nuovi governi – il dramma di Alfredino ha portato alla ribalta del Paese la possibilità di fare notizia con una storia privata di una famiglia normale, colpita nel profondo da una tragedia che, nonostante i tentativi, non potrà mai essere dimenticata nella storia contemporanea italiana. Questo libro ripercorre nel dettaglio la vicenda e le sue drammatiche tappe, la storia degli uomini che cercarono di risolverla positivamente, le polemiche sull’uso abnorme e terribile che ne fece la televisione, le cattiverie e gli ingiustificati sospetti che caddero sulla famiglia Rampi e che ne ampliarono quel terribile e inenarrabile dolore.

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IL RICHIAMO DEGLI ULTIMI
Roberto Bosio

Cercatore d’oro, cacciatore di foche, ladro di ostriche, marinaio e vagabondo. Ma anche strillone di giornali, operaio, lavandaio e venditore porta a porta. La vita di Jack London è appassionante quanto i suoi migliori romanzi. Figlio illegittimo di un astrologo che lo abbandona ancora prima di nascere, venne allevato da una madre spiritista, una nutrice nera e un padre adottivo che passò da un fallimento all’altro. Crebbe sui moli di Oakland e nelle acque della baia di San Francisco in compagnia di ladri e contrabbandieri. Diventò uno degli scrittori più famosi, prolifici, e meglio retribuiti che si ricordino, pubblicando una cinquantina di volumi in una quindicina d’anni. Dai ghiacci dell’Alaska al sole delle isole della Polinesia, e alle barriere coralline degli atolli dell’oceano Pacifico o ancora, ai bassifondi delle grandi metropoli..., la grande avventura di un uomo senza pace che “seppe godere come pochi altri della gioia della vita” .

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ACCA LARENTIA
Massimiliano Morelli

La strage di via Acca Larentia, a Roma, ha rappresentato una delle pagine più drammatiche durante il cosiddetto periodo degli anni di piombo. Tre ragazzi, attivisti di destra più o meno impegnati in politica, vennero uccisi nel corso di un pomeriggio interminabile, intriso di lacrime e sangue. La data, il sette gennaio del 1978, un giorno come tanti altri. Francesco Ciavatta, Franco Bigonzetti e Stefano Recchioni furono assassinati in momenti diversi: due rimasero a terra colpiti dalle pallottole sparate dagli antagonisti di sinistra, sul terzo fece fuoco un rappresentante delle Forze dell’Ordine. I misteri su quelle vite spezzate restano tali ancora oggi. Perché proprio loro divennero i bersagli di rivalsa in quell’assurda guerra fra estremisti? Perché nessuno riuscì a fermare le mani assassine? Nel libro l’autore, Massimiliano Morelli, ha tratteggiato quei momenti, cercando particolari offuscati da memorie labili o completamente sconosciuti, aggiungendo le testimonianze di chi ha voluto parlare, di chi ha ricordato quegli attimi e di chi, ancora oggi, non ha capito cosa accadde quel maledetto 7 gennaio.

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LA LEGGENDA DEL RE CORRIDORE
Marco Tarozzi
"La leggenda del re corridore", racconta la storia di un ragazzo dell’Oregon che trascinava le folle facendo della corsa un’arte, andando sempre all’attacco perché, diceva, “non m’interessa vincere, ma vedere chi ha più fegato”. Questa è la storia di Steve Roland Prefontaine, campione dell’atletica che non vinse l’Olimpiade di Monaco nel ‘72, ma a ventun’anni andò in pista per provarci, e non semplicemente per fare bella figura. La notte di primavera del ‘75 in cui il campione se ne andò, come James Dean a ventiquattro anni, finendo fuori strada con la sua MG, deteneva tutti i record americani dalle due miglia ai 10.000 metri. Si batteva in gara e combatteva a testa alta l’ingiustizia dei politicanti dello sport, aveva mille progetti e un traguardo da raggiungere, l’oro olimpico di Montreal. ..

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MANCHESTER UNITED
Luca Manes
Premiato con la Targa d'Onore al Bancarella Sport 2007

Senza di loro, forse, il mito del Manchester United non sarebbe mai nato. Senza quel maledetto incidente aereo, che un freddo pomeriggio di febbraio di quasi cinquant’anni fa li decimò a Monaco di Baviera, la storia del calcio inglese sarebbe sicuramente differente.
Li chiamavano Busby Babes per via della loro giovane età e perché erano allenati da uno dei più grandi tecnici di tutti i tempi.
Quel sir Matt Busby che, dopo aver fatto resuscitare i Red Devils una volta terminata la Seconda guerra mondiale ed essere riuscito a costruito un team formidabile fatto di sole stelle del vivaio, seppe ricominciare da capo.
Con pazienza e determinazione il tecnico scozzese una calda serata del maggio 1968 arrivò a coronare il suo sogno, vincere la Coppa dei Campioni per onorare la memoria di quegli otto ragazzi che dieci anni prima avevano trovato la morte sulla pista di un aeroporto tedesco.

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ANNAMARIA LUDMANN
Lorenzo Podestà
Scrive don Gallo nella prefazione: "Questo libro, a mio parere indica al lettore una strada perché non si rimuova un pezzo doloroso di storia del nostro paese..."
...si tratta di un lavoro onesto, imparziale, pacato. L'autore si mette in condizione umile di chiedere e ascoltare per non invilupparsi nella immobilità delle proprie ragioni per non accontentarsi di risposte uniche e assolute.
Emergono tra le righe interessanti interrogativi: “chi è questa giovane incensurata?” Come è stata arruolata nelle Brigate Rosse?” Quale “ruolo” rivestiva nel vasto movimento della lotta armata? Qual è la vera versione dello “scontro” in via Fracchia? ...rimane fortissima la domanda cruciale: “come mai una ragazza “normale” come Annamaria Ludmann, e tanti altri giovani sono entrati nella lotta armata?”
...aleggiano nuovamente il '68, gli anni Settanta e Ottanta, i cortei, le università occupate, scontri, uccisioni, leggi speciali, il caso Moro, i processi, i pentiti, i dissociati, gli irriducibili, i latitanti, i detenuti e infine i Servizi segreti più o meno deviatie le sanguinose stragi... regalando a un vecchio democratico, la sua profonda aspirazione alla verità, alla giustizia, alla democrazia... per scegliere decisamente il sentiero della cultura della non violenza per una impostazione della vita, del nostro quotidiano. dalla prefazione di Don Andrea Gallo, della Comunità San Benedetto al Porto di Genova .

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ANDREA PAZIENZA
Rudi Ghedini
Il nome di Andrea Pazienza è associato a una stagione del fumetto, anzi di Bologna, anzi della “questione giovanile”; una stagione in cui si sono coagulati fermenti di creatività e anticonformismo, devianze consapevoli, con l’irruzione di nuove forme espressive. Nelle sue avventure a fumetti, Pazienza ha risucchiato e riversato letture, film, dialoghi spiati in osteria, l’accompagnamento sonoro delle radio libere, slang politico e giovanile.

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ALBERT RICHTER, UN'AQUILA TRA LE SVASTICHE
Fabrizio Ulivieri

Il ciclismo tedesco.
Possono le ombre condizionare lo Spirito di un popolo fino alla tragedia? Ombre che allungandosi attraverso la mente di ariosofi, esoteristi e maghi si incunearono nello spirito dell’ideologia nazista e la modellarono secondo i loro principi, lo poterono. Nello Spirito di queste Ombre si svolse la breve e tragica vita di un grande gladiatore della pista: Albert Richter. Un gladiatore biondo, dagli occhi azzurri, semidivino, dal fisico possente ma dai colpi lievi e precisi, rapido e veloce come un fulmine di Odino. Albert Richter fu uno dei pochi figli di quella Germania martoriata dal Male delle Ombre che ebbe il coraggio di opporsi a quelle Ombre stesse pagando con la vita la colpa di essere un figlio degenere di quel medesimo Spirito che l’aveva generato .

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COSTANTINO ROZZI
Stefano Pellei
La storia di Costantino Rozzi e del suo Ascoli non è solo la storia di novecentoquattro (senza contare quelle di Coppa) partite ufficiali di campionato... è stata una storia travolgente, forse anche irripetibile per qualsiasi squadra di provincia esistente nell’emisfero del football italiano.
Costantino Rozzi è stato “il Presidente”. Senza la favola che ha saputo raccontarci, gli ascolani, ma non solo loro, sarebbero stati degli estranei costretti a continue dispute con la noia dietro quel fottutissimo cuoio. Perché da Costantino Rozzi potevi sempre aspettarti qualcosa.... Dietro il suo confortante sorriso, dietro quella dolcezza che sapeva far trapelare, nascosta in un tenero sguardo da "finto cane bastonato", c’era la rassicurante umanità di un uomo straordinario.
Ascoli Piceno, cittadina marchigiana di neppure cinquantacinquemila abitanti che molti calciatori in procinto di vestire il bianconero ammisero di non conoscere, nel bel mezzo degli anni Settanta si ritrovò improvvisamente intontita, trascinata in una sensazione di felicità inaudita da un uomo dotato, oltreché di indubbie capacità personali di conduzione manageriale, di una assennata bizzarria. Rozzi seppe entrare dal centro del palcoscenico avanzando lentamente sulla ribalta, avvolto dai fasci di luce dei riflettori, roteando un bastone d’argento sulle spalle e tra le braccia. Per un quarto di secolo proseguì nella sua straordinaria interpretazione facendo strabuzzare gli occhi all’intera penisola .

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IACOVONE
Massimiliano Morelli
“Iacovone. La vita di Erasmo in un lampo” è un flashback nella memoria che serve per riportare alla luce la breve esistenza di Erasmo Iacovone, centravanti del Taranto tragicamente scomparso in un incidente stradale avvenuto nel 1978. Appena quarantasette partite in maglia rossoblu, “Iaco-gol” non ebbe il tempo di conoscere i palcoscenici di una serie A che lo attendeva ormai a braccia aperte, e fu suo malgrado una meteora. Ma nonostante tutto riuscì a lasciare una traccia indelebile del suo passaggio terreno, regalando a ogni persona che lo ha incontrato il ricordo di un’umanità difficilmente riscontrabile non solo in un calciatore. Il libro, che è incorniciato dai racconti e dalle interviste di chi l’ha vissuto, traccia un breve profilo del centravanti molisano, incastonandolo nel contesto di un Mezzogiorno italiano bisognoso di attenzioni. Parole sincere e in libertà della moglie e dei fratelli, le interviste-testimonianze di Franco Selvaggi e Graziano Gori, Roberto Boninsegna e Giuseppe Materazzi, brevi istantanee in bianco e nero di una città colorata di rosso e di blu .

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POLDO GASPAROTTO, LA STORIA
Mario Abbiezzi
Una ricerca accurata sulla vita di Leopoldo, Poldo, Gasparotto tesa a riportare alla luce la personalità di un antifascista che nel panorama resistenziale è poco conosciuta. Poldo Gasparotto era un antifascista che si dedicò, sino all’estremo sacrificio, alla lotta contro il fascismo,contro la dittatura e che aveva impostato il suo comportamento alla nascita di un’Italia democratica e pensava di dare strumenti culturali a tutti coloro che incontrava. Toccante la testimonianza di Elia Mondelli, un partigiano internato a Fossoli, che quando incontra Gasparotto non solo viene conquistato dalla forte personalità dell’avvocato dirigente partigiano, ma che viene curato dalle ferite fisiche e morali che a Elia gli sgherri nazifascisti hanno inferto nel carcere milanese di San Vittore. Una vita quella di Gasparotto che merita di essere riportata al centro della ricerca della storia della Resistenza, specialmente in questo anno in cui si dovrà ricordare il sessantennale della Costituente. I parlamentari che parteciparono alla nascita della nostra Costituzione repubblicana traevano forza morale da quanti immolarono la vita per un’Italia libera .

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CONTINUA A CORRERE, RENATO CURI!
Andrea Bacci
Renato Curi è un ragazzo semplice e sorridente. Ha 24 anni, i capelli ricci, i baffetti da adulto, lo sguardo furbo. È sposato con Clelia, ha una figlia, Sabrina. Renato e Clelia stanno per diventare genitori per la seconda volta. Ancora non lo sanno. Sono felici. Renato fa il calciatore professionista. Gioca in Serie A, nel Perugia. Di quella squadra è uno degli uomini più importanti. Ha classe, Renato, ha visione di gioco e i piedi buoni. Non solo. Renato Curi corre per tre, in mezzo al campo o sulla fascia destra. Rincorre tutti gli avversari, non si dà mai per vinto. È piccolo di statura, Renato Curi, ma ha un´anima grande, un coraggio sconfinato, un´umiltà e una generosità che in campo fanno sempre la differenza. E i compagni gli vogliono bene. Anche i tifosi lo amano. È un mito, Renato Curi. È un eroe sportivo. La sua squadra non può fare a meno di lui. Deve giocare contro la Juventus in un triste finale d'ottobre del '77 .

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